Riservare un posto speciale

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L’altra sera, una volta finite tutte le mansioni della giornata, mi sono messa a guardare la mia serie TV preferita. La protagonista, durante una lite con la sua controparte maschile, dice una chiara, semplice e banale frase: “Tu non fai parte della mia vita”. Niente di speciale o strabiliante, però mi ha fatto uno strano effetto e sono scattate in me alcune riflessioni. Far parte della vita di qualcuno, far sì che qualcuno faccia parte della propria vita

  • Cosa significa, di preciso?
  • Chi fa davvero parte della mia vita e in che termini? A chi voglio riservare un posto speciale?
  • É una mia scelta? È una scelta degli altri? Un equilibrio tra le due cose?
Spesso non ci rendiamo conto di avere la piena facoltà di scegliere, e deleghiamo il compito agli altri. Scegliamo di non scegliere e buttiamo nel calderone delle nostre esistenze chiunque ci dia quel minimo di attenzione che stiamo cercando, senza rendercene bene conto e senza capire che, in realtà, stiamo danneggiando noi stessi perché le nostre risorse sono limitate, così come il nostro tempo a disposizione.

Il minimalismo mi sta aiutando a fare ordine in tutto questo e a riservare un posto speciale alle persone che davvero voglio che lo abbiano, senza che ce ne siano altre che impropriamente lo occupino.

Il posto è per chi ci tiene e lo dimostra, per chi commette errori ma aggiusta il tiro perché ne vale la pena, per chi si mette davvero in gioco per costruire insieme qualcosa. Abbiamo la piena facoltà di governare ogni aspetto della nostra esistenza, anche se non ce ne rendiamo conto.

Potrei citare decine di esempi di persone che frequentano altre persone, che tutto sommato non si piacciono, per passare il tempo. Mi domando sempre il perché dato che possiamo scegliere, sempre: e scegliere di avere rapporti importanti, con persone che reputiamo giuste per noi e che ci piacciono sul serio, è qualcosa di maledettamente bello.

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