Il nostro tempo è limitato

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Il nostro tempo è limitato e un giorno, non si sa quando, scadrà. Nonostante questa sia una consapevolezza radicata in noi fin dall’infanzia, oltre che una delle principali differenze che ci distingue dal resto del mondo animale di cui facciamo parte, tendiamo a vivere come se non ne sapessimo niente.

Solo quando le cose si mettono male sentiamo la potenza di questa consapevolezza e siamo disposti a fare qualunque cosa per ottenere più tempo. Allora promettiamo a noi stessi che lo sfrutteremo al massimo se ci viene concessa questa possibilità.

Senza andare obbligatoriamente nel tragico, è quando qualcosa non va o quando abbiamo un impegno improrogabile che consideriamo il nostro tempo di massima importanza. “Quante cose che potrei fare se non avessi tutto quel lavoro da sbrigare o quell’esame universitario da preparare, sicuramente leggerei quel libro, comincerei quell’attività, uscirei con l’amico X.”

Poi l’evento passa, il tempo libero aumenta nuovamente, e lo passiamo lobotomizzati. Questo lo dico perché, semplicemente, lo faccio anche io. La spinta si spegne, l’eccitazione per le cose che potremmo fare svanisce. In un certo senso è molto più bello desiderarle quando non si possono fare, piuttosto che farle.

Resta il fatto, però, che il nostro tempo è limitato e non possiamo smettere di esserne consapevoli. Ecco che allora si insinua l’insoddisfazione, il senso di vuoto, l’idea di sprecare la propria vita.

Non tutto il tempo, però, può essere trascorso al massimo delle proprie potenzialità perché le funzioni esecutive del cervello non sono fatte per lavorare sempre a ritmi serrati. Ci vuole una visione equilibrata.

Allora, forse, dovremmo capire cosa significa trascorrere bene il proprio tempo. Per farlo possiamo partire dal suo contrario, ovvero da tutte quelle false credenze sulla produttività che non fanno altro che farci sentire incapaci.

Cosa NON è tempo trascorso bene

  • L’iperproduttività – cercare di riempire ogni nostro istante di vita con qualcosa da fare è dannoso su tutti i fronti. Il primo motivo è che non si può essere sempre produttivi, il secondo motivo è che la ricerca della produttività a ogni costo è fonte di frustrazione costante, il terzo è che la nostra mente e il nostro corpo hanno bisogno di riposo, noia e attimi di quiete.
  • Gli obblighi (che non sono per forza obbligatori) – ti pare un ossimoro? Lo è, in parte. Spesso pensiamo di essere obbligati a fare cose che in realtà non sono per nulla obbligatorie e che, in fin dei conti, ci pesano e basta. Parlo di tutte quelle occasioni sociali che potremmo saltare a piè pari, perché in realtà, non abbiamo piacere nel parteciparvi. Perchè farlo per forza? Cosa importa di quel che penseranno di noi?
  • L’inconsapevolezza – quante volte facciamo cose senza essere spinti da nessuna motivazione, solo per anestetizzarci? Sì, sto parlando di quelle mille puntate di serie TV viste di notte per non rimanere da soli con i propri pensieri, degli scroll sul telefono perché un momento di noia è intollerabile, delle ore passate sui social network a guardare le vite degli altri e a rosicare per cose che sono costruite ad hoc.

Questi sono solo alcuni esempi, però rendono bene l’idea.

Cosa vuol dire per me trascorrere bene il mio tempo

É da un po’ che ci penso e la lettura di un libro mi ha regalato una piccola rivelazione. In esso ho trovato una frase (magari apparentemente banale) che ha acceso in me una lampadina. Diceva più o meno così: “Dubito che qualcuno, in punto di morte, si sia mai pentito di non aver passato abbastanza tempo al lavoro.”

Piuttosto vero; in punto di morte non credo che rimpiangerò di non aver lavorato abbastanza. Al massimo potrò essere soddisfatta del fatto che ho fatto del mio meglio sul lavoro e che ho curato anche quella sfera della mia esistenza adattandola alle mie esigenze, ma sicuramente non sarà un mio tarlo.

I tarli saranno ben altri: i rapporti non coltivati, le persone malconsiderate, le occasioni sprecate, la paura di vivere, le decisioni non prese, la quotidianità che non mi sono goduta. Queste saranno le cose che rimpiangerò, soprattutto la quotidianità snobbata come qualcosa di negativo. Ma quando te la tolgono, e lo abbiamo visto bene con il COVID, eccome che la rimpiangi.

Quindi, trascorrere bene il mio tempo, per me, significa dare la giusta attenzione a tutte queste cose. Coltivare i rapporti con quelle persone capaci di ricaricarti di energia e che sono sempre una fonte di ispirazione, cogliere le occasioni giuste per crescere sotto vari punti di vista senza farmi intimorire dai possibili scenari, vivere ogni momento quotidiano come qualcosa di prezioso.

In poche e semplici parole trascorre bene il proprio tempo è questo: essere consapevoli di tutto quello che facciamo, esserci davvero senza perdersi nei meandri della propria testa. Vivere il presente senza pensare troppo agli eventi passati o ai progetti futuri. Stare nel momento presente, qualunque esso sia, positivo o negativo, per viverlo davvero.

Tutto questo ho scoperto che si chiama Mindfulness.

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