Resoconto del mio decluttering della cucina

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Lo ammetto, è stato molto più difficile di quanto potessi immaginare e ho commesso parecchi errori che mi hanno portato via del tempo. Pensavo che con la cucina sarei andata forte perché credevo di avere poche cose. Pensavo di fare un lavoro veloce. Ne ero convinta. E invece no. Ho scoperto di avere 4 padelle non antiaderenti basse a due manici, praticamente tutte della stessa dimensione. Stazionavano in casa mia da 4 anni, mai usate una volta, nascoste allo sguardo nel ripiano più alto.

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Ammetto, fosse per me butterei praticamente tutto ma convivo con una persona che è appassionata di cucina e che quando ha tempo si cimenta in un sacco di ricette, quindi certe cose sono da tenere.

Pronti, partenza, via!

Scompartimento n°1

Ho deciso di cominciare con lo scompartimento più alto, quello sopra al forno a microonde. Essendo un posto impervio, e arrivandoci solo in piedi su una sedia, ero sicura che ci fossero cose abbastanza inutili. Però non mi aspettavo che fossero così tanto inutili.

Bilancio del contenuto:

  • Due pentole da, non so, almeno 12 persone, enormi, quasi da mensa (una rovinata sul fondo)
  • Le famose 4 padelle basse a due manici
  • Una piastra da cucina/bistecchiera (non so quale sia il nome adeguato)
  • Uno spremiagrumi elettrico che avevo rimosso dalla memoria
  • Coperchi di pentole che non ho (?)

Via quasi tutto. Si salvano giusto una pentola enorme (per ora, spero di avere il nullaosta per cacciarla via), la piastra con cui ricordo di aver cucinato qualche tomino e lo spremiagrumi elettrico eliminando la scatola che occupa un sacco di posto e non serve a niente (se ne va quello in plastica per spremere a mano che credevo essere l’unica soluzione). Verrà trattato in famiglia l’argomento delle padelle basse, di cui forse se ne salverà una, ma ancora non so. Le cose dubbie sono state riposte in una scatola, in attesa di valutazione.

Il nuovo spazio ricavato servirà per farci stare le varie teglie di differenti dimensioni, 5 in tutto, che in effetti vengono utilizzate a turno per cucinare dolci, torte salate, patate al forno e altro.

La notte porta consiglio, revisione del secondo giorno

La pista/bistecchiera messa là in alto non la userò mai. I tomini si possono cucinare in padella, e così anche le bistecche (e non siamo fan della carne). Inoltre è vecchia e rovinata. Insomma è lì solo per prendere muffa. Via.

Anche la pentola grossa non serve a niente. Mai usata e mai la useremo. Per riempirla d’acqua servono i bicipiti, peserà 3 kg da vuota. E’ talmente alta che non sta nel lavello. Potremmo pensare di venderla dato che sembra bella resistente, magari a qualcuno serve, tipo a una famiglia di 8 persone.

In pratica l’unica cosa sensata è lo spremiagrumi.

Prima parte andata.

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Ho deciso di procedere andando verso il basso. Il cassetto subito sotto è quello della pasta, che verrà trattato in un secondo momento quando avrò la forza di pensare anche alla sistemazione della dispensa 😀

Scompartimento n°2

Quello ancora più sotto è sempre stato destinato alle padelle e alle pentole di uso quotidiano. Noi ne utilizziamo 3 per tipo, di dimensioni differenti. Qui direi che non posso fare molto perché davvero servono e le uso anche io. L’unico appunto che mi posso fare è che la mia pentola preferita verte in uno stato quasi critico e quando arriverà il suo momento non credo verrà sostituita. Ce la possiamo cavare anche utilizzandone solo due.

Scompartimento n°3

E’ quello sopra la cappa, miracolosamente vuoto fatta eccezione per alcune coppette da gelato. Le teniamo per gli ospiti, quando siamo solo noi lo mangiamo nei bicchieri 😀 Potrei sfruttare questo spazio interamente per le cose per gli ospiti dato che ogni tanto organizziamo qualche cena.

Scompartimento n° 4

Il cassetto delle posate. E’ ordinato ma le nostre posate le odio. Sono intarsiate e pulirle bene richiede un sacco di tempo. Inoltre si storcono con un soffio di vento.

Ho deciso, le sostituisco con un set da 24 pezzi in acciaio inox. Sono giuste giuste per il numero massimo di persone che abbiamo invitato a cena. Il settimo mangerà con le mani 😀

Per il resto non c’è molto: un pelapatate, un pennello da dolci e il manico universale dei pentolini più piccoli che usiamo per fare il tè o il budino.

Scompartimento n°5

Spazio delle tovaglie e degli utensili da cucina. Qui si comincia a entrare nel difficile. Abbiamo: una tovaglia resistente ai liquidi che non si macchia (uno dei migliori acquisti mai fatti), una tovaglia appartenuta alla bisnonna con annessi i fazzoletti, una tovaglia minuscola con annessi i fazzoletti (non usiamo mai né una né gli altri), la prima tovaglia che abbiamo comprato e una tovaglia sul tavolo. Totale 5 tovaglie. Troppe. Quella piccola sicuramente se ne va insieme ai suoi fazzoletti. Sulla bisnonna non mi pronuncio, non era la mia. L’antimacchia resta. Le altre due sono troppo in buono stato per buttarle, sarebbe uno spreco (e sono anche molto carine, una con i pasticcini e una con i gufi). In fin dei conti le alterniamo tutte perché ci cade caffè sopra come se piovesse. Mia mamma ha le stesse tovaglie da 35 anni, chissà che anche loro non resistano così tanto.

Continuando con gli utensili da cucina ce ne sono alcuni che non usiamo davvero mai:

  • Un apriscatole per le scatole di alluminio senza la linguetta. Comprato solo perché una volta ho fatto l’errore madornale di prendere quelle scatole lì (cosa che non accadrà mai più). Non so come ma si è arrugginito.
  • Un mestolo da cucina di plastica bruciato e mezzo squagliato.
  • Una specie di coltello di cui non capisco l’utilità, forse per il burro.
  • Un cucchiaio da insalata di plastica, anche questo bruciato in punta (vorrei capire come è successo).

Il resto lo usiamo: una spatola, uno scolapasta in maglia, il cavatappi, una grattugia, forchetta e cucchiaio da insalata, apri-barattoli, un coltellaccio seghettato.

In questo cassetto c’è anche un set di coltelli da carne, di quelli che si ripongono nell’apposito contenitore di legno da cui spuntano solo i manici. Non ne usiamo uno e il contenitore è finito in cantina. Credo che lo ricomporrò e lo darà via.

Ah, ci sono anche gli stracci da cucina. Ne conto solo 5 di cui uno è in condizioni pessime e verrà buttato.

Scompartimento n°6

In questo ci finisce di tutto. La borsa dell’acqua calda, un imbuto (utilizzato solo per mettere l’olio nella moto, quindi mi sa che lo levo da lì), un tagliere di legno che prende muffa (che si elimina), un mattarello in legno che non prende muffa (va a sapere le leggi della muffa), un piccolo tagliere in plastica che si tiene, una casseruola a due manici, due pentolini.

Scompartimento n°7

Tapperware. Uno mi si è diviso in due in mano aprendolo, cominciamo bene. Un altro è diviso in tre compartimenti dove ci sta circa una cipolla sott’olio a testa, non serve a molto. Un altro sembra provenire da un’altra epoca. Due sono di mia sorella quindi devono essere restituiti. Solo uno è in vetro. Due sono tondi e credo che verranno sostituiti da forme più incastonabili. Quattro sono piccoli e li utilizziamo in viaggio per i cani, come ciotole (e potrebbero migrare nel cassetto dei cani). Altri 5 sono i tapperware ufficiali che a turno usiamo.

Bilancio: 8 in totale più 4 per i cani.

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La notte porta consiglio

Un tapperware tondo ha trovato una posizione stabile nella dispensa. Lo uso per i biscotti e gli ossi dei cani. Così almeno sono belli ordinati.

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Bicchieri, tazze e tazzine di riserva. Via i bicchieri della Nutella. Tazze ne abbiamo veramente troppe: 8. Due sono vecchissime e anche parecchio brutte, le faccio sparire. Le altre 6 non servono a molto, bisogna decidere insieme quali sono le due/quattro migliori e tenere solo quelle.

Poi ci sono due tazzine rotte, chissà perchè sono ancora lì. Per quanto riguarda le tazzine ne abbiamo 4 carine che usiamo tutti i giorni. Tutte quelle spaiate verranno buttate, sono circa altre 4. Poi abbiamo tazzine più grandi da cappuccino, di cui ne rimarranno solo due che usiamo al mattino per il caffè più lungo. Poi c’è ancora il servizio da 6 per gli ospiti, dato che quelle da tutti i giorni non sono sufficienti. Non potendolo cacciare via lo metterò in alto, insieme alle coppette da gelato.

Ultimo, ma più incasinato:

Scompartimento n°8

Bicchieri da vino e piatti. Con i bicchieri da vino ho un rapporto conflittuale. Ci era stato regalato un set da millemila pezzi che ho scremato fino a lasciarne sei per tipo. 6 da vino e 6 da spumante. In aggiunta ne ho altri 6 da vino, che non fanno parte del servizio. Normalmente usiamo questi, così anche se si rompono non succede niente e il servizio è intatto. In totale, tra vino e spumante, ho 18 bicchieri (quasi più dei piatti).

Quelli da spumante li usiamo una volta all’anno, ad anni alterni. Il mio istinto mi direbbe di buttarli via perché occupano un sacco di spazio e di fare i brindisi in qualcos’altro. Vero è che quello appena trascorso è stato l’anno in cui li abbiamo usati. Odio avere cose che uso così poco. Devo pensarci un po’ma alla fine penso che resteranno.

Piatti. E’ stato il lavoro più difficile. Anche perché mi piace complicarmi la vita. Noi usiamo, ogni giorno, 4 piatti piani, 4 piatti fondi, altri 4 piatti piccoli e due piattini per le salse.

Nello scomparto ci sono altri 4 piatti fondi e piani, quelli enormi dell’Ikea, praticamente mai usati. Questi li vorrei dare via.

Poi mi è venuto in mente che in uno scatolone c’era un servizio che di mano in mano era arrivato a noi. Piatti piani, fondi e da contorno in quantità diverse, tutti a prendere polvere e muffa. Ne ho salvati sei per tipo, che faranno sia da servizio per ospiti sia come sostituzione quando si romperanno quelli che usiamo tutti i giorni.

Secondo giorno

Ci ho preso gusto. Ho fatto un ulteriore giro e ho buttato altre cose inutili trovare qua e là, anche nei cassetti destinati alla dispensa e in altri posti dove c’erano comunque cose della cucina:

  • Altri bicchieri del servizio, dalla dimensione molto dubbia, mai usati e collocati in una scatola
  • Un tapperware con dentro le mollette da cucina (tutte in condizioni pessime). Ho eliminato sia l’uno che le altre, il tapperware non aveva il tappo.
  • Un mestolo in legno rovinato.
  • Delle presine bruciate.
  • Due bicchieri di plastica.
  • Il thermos, mai usato. Verrà regalato a qualcuno.

Ora la cucina conta un centinaio di oggetti in meno!

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