Come organizzare il decluttering della cucina

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Ho declutterato parecchie cose in cucina, per un totale approssimato di un centinaio di oggetti. Non è stato semplice e puoi leggere il mio resoconto dettagliato qui.

In questo articolo, invece, voglio darti qualche consiglio per farlo al meglio ed evitare l’esaurimento nervoso che ho rischiato io 😉 .

Fuori lista: lavora ascoltando qualcosa di motivante. All’inizio la carica è a mille ma poi scende, io ho scelto un bel podcast.

1. Prenditi un paio di giorni, se hai davvero tanta roba anche di più (però datti un limite)

In primis perché, probabilmente, hai molte più cose di quanto pensi e te ne renderai conto mentre procedi con il lavoro. C’è stato un momento in cui avevo il tavolo e il pavimento della cucina ingombro, roba ovunque. In secondo luogo perché è possibile che il decluttering dei primi giorni non sia abbastanza “cattivo” (bisogna prendere un po’ di confidenza con il buttare via le cose). Magari ti fai prendere dalle remore del “Ma questo è nuovo”, “Chissà magari un giorno lo uso”, “E’ un peccato darlo via”.

Una volta affrontato il trauma iniziale, invece, si comincia a vedere tutto sotto un’altra ottica. Dormici su una notte e poi rivaluta quello che hai deciso di tenere. Sicuramente ti accorgerai che ci sono ancora un sacco di cose in esubero e lasciarle andare sarà più facile.

Se il lavoro richiede ancora più giorni fissa un tempo limite entro il quale finire. Sarà fonte di motivazione e di incentivo per organizzarti bene e non sprecare tempo.

2. Butta (o regala) le cose che non ti servono

Non importa se è nuovo, se è bello, se è potenzialmente utilissimo. Se non lo usi vuol dire che non serve. Potrebbe essere anche l’ultimo modello di robot da cucina che prepara tutto, ma se non lo usi non lo usi. Regalalo a chi lo può usare davvero oppure vendilo.

Se non te la senti di buttarlo, e pensi che ne valga DAVVERO la pena, concedigli un periodo di prova. Mettilo in un posto comodo e facilmente raggiungibile. Qualche oggetto può succedere che rinasca a nuova vita (anche grazie al fatto che eliminando quello che davvero è ciarpame abbiamo più focus su quello che resta) 😉 Se poi ti accorgi che proprio non lo usi eliminalo definitivamente.

3. Procedi per categorie

Il primo giorno di decluttering ho fatto l’errore di procedere cassetto per cassetto. Il risultato è stato che oggetti molto simili, posizionati in posti diversi, mi sfuggivano al conteggio. Così ho finito per avere tipo 3 o 4 casseruole identiche in vari posti

Poi mi sono fatta furba e ho deciso di cambiare metodo utilizzando lo stesso del decluttering di tutta la casa, cioè andare per categorie. Quindi:

  • Pentole
  • Padelle
  • Casseruole e simili
  • Tapperware
  • Tazzine
  • Tazze
  • Piatti
  • Bicchieri
  • Tessili
  • Elettrodomestici da cucina
  • Utensili

Scegli una categoria, metti tutto sul tavolo e per terra, se la roba è troppa, e tieni solo quello che utilizzi davvero.

Oppure, se le categorie non ti convincono, procedi cassetto per cassetto (ma con più criterio di quanto ne abbia utilizzato io)

Io mi sono trovata meglio con le categorie ma ci sono molti modi per ottenere buoni risultati. Se pensi di aver bisogno di tempo per decidere cosa tenere e cosa buttare, ad esempio una settimana dedicata solamente alla cucina, potresti fare così:

  • Apri un cassetto per volta e togli tutto
  • Rimetti nel cassetto le cose che utilizzi quotidianamente
  • Metti in una scatola quello che NON utilizzi quotidianamente
  • Fai lo stesso procedimento per tutti i cassetti della cucina
  • Ogni volta che ti serve qualcosa che è nella scatola prendilo, usalo e trovagli una collocazione
  • Ciò che rimane fermo nelle scatole non ti serve e non lo usi, quindi dopo un tot di tempo lo puoi dare via

(Occhio, però, agli oggetti che magari non ti servono nell’immediato ma che utilizzi almeno un paio di volte all’anno).

4. Tieni le cose che usi almeno una volta all’anno

Ci sono oggetti, in cucina, che non vengono utilizzati più di tanto. Poi, però, c’è quell’occasione speciale e senza saresti perso. Magari lo butti e ti ricordi troppo farti di averlo fatto ritrovandoti privo di quell’indispensabile oggetto. Ne sono esempi i porta-torta (ingombranti ma come fai a portarla in giro sennò?) o i bicchieri da spumante (che volevo buttare e ancora un pochino sogno di farlo, in effetti).

5. Se ti senti in colpa è tutto normale

So che può suonare strano ma il senso di colpa busserà alla tua porta, anche se stai semplicemente decidendo di dare via un mestolo. Ti verranno dei dubbi perché quel mestolo è costato dei soldi, è stato scelto, acquistato e magari è praticamente nuovo. Penserai di buttarlo, poi di tenerlo, poi di buttarlo, poi di tenerlo. Ed è solo un mestolo, ma è normalissimo e succede anche a me pur essendo abituata a lasciar andare gli oggetti.

6. Concentrati sul focus

Dopo qualche ora avrai perso il focus della questione. La tua capacità decisionale comincerà a scendere e tenderai a tenere più roba del necessario. La stanchezza gioca un ruolo fondamentale in questo processo che si chiama choice overload (ne avevo parlato qui). Io, allora, ho cominciato a farmi dei mantra. Forse suona ancora più strano del provare senso di colpa per un mestolo ma ha funzionato.

Se guardando un oggetto inutilissimo il mio desiderio era di tenerlo mi dicevo poche semplici parole: “Lo scopo è eliminare quello che non mi serve”. E allora via, senza se e senza ma.

7. Butta senza pietà le cose rovinate o che non fanno bene il loro lavoro

Sostituiscile con cose più funzionali. Oppure fanne a meno se non sono indispensabili. Cerca di rendere la cucina più comoda possibile. Fai in modo che cucinare diventi un piacere e non una tortura. Noi avevamo uno sbattitore vecchissimo e ogni volta pregavamo che funzionasse. Spesso una delle due fruste si staccava. Usarlo non era piacevole e non dava i risultati attesi. L’abbiamo sostituito, ora usarlo è un piacere.

8. Limita al massimo il numero di sacchetti

Io ho un sacchetto con dentro i sacchetti. L’idea è quella di utilizzarli per la spazzatura. Peccato che la maggior parte siano rotti e quindi inutilizzabili.

Controlla tutti i sacchetti che hai. Quelli rotti possono andare nel compost (se sono i modelli “nuovi”). Quelli ancora integri smaltiscili, cioè usali. Poi cerca di farti dare il minor numero di sacchetti possibili nei negozi. Non sono utili per la spazzatura perché si rompono, non sono utili per trasportare le cose perché si bucano. Resistono giusto per il tragitto dal negozio a casa, a volte neanche per quello.

9. Elimina quelle piccole cose che tieni senza nessun motivo

Nel cassetto delle posate, di solito, finiscono un sacco di piccole cose. Laccetti di chiusura, tappi, stuzzicadenti. Insomma, cose di cui nessuno sentirà la mancanza, che conservi con l’idea del “Non si sa mai” ma che nessuno di noi ha mai usato.

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Qualche altro piccolo consiglio:

  • Se hai delle ricette mettile tutto in un posto solo. Crea un quaderno (ma solo se poi le cucini davvero) oppure un raccoglitore digitale. Se sono ritagli di giornale strappati anni e anni fa butta via tutto. Se avrai voglia di provare qualche ricetta la troverai sicuramente in internet e potrai trascriverla.
  • Non aver paura di lasciar andare gli oggetti. Nel 95% dei casi non ti serviranno mai più. Tra due giorni ti dimenticherai ciò che hai eliminato. Quando vedrai la cucina libera e troverai tutto al primo colpo sarai molto felice di averlo fatto.

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